giovedì 4 gennaio 2018

RECENSIONE: "Wonder" di R.J. Palacio (Libro & Film)


Buongiorno!
Oggi vi voglio parlare di uno dei miei libri e dei film preferiti del 2017, quella piccola meraviglia che è "Wonder" di R.J. Palacio, pubblicato da Giunti nel 2013. 



È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.



La mia opinione:

Questo libro mi è stato regalato al mio compleanno, lo scorso marzo, ma solo un mesetto fa sono riuscita a leggerlo, e ora me ne vergogno perché avrei decisamente dovuto leggerlo prima! Ho sempre visto solo recensioni super positive per Wonder, e ora che l'ho divorato anch'io, non posso che concordare: è impossibile, a mio avviso, che questo libro non possa piacere!
Il protagonista indiscusso è Auggie, un bambino di dieci anni nato con una deformità facciale, dovuta alla sindrome di Treacher Collins, che non è mai andato a scuola, ma ha sempre studiato a casa con la madre. Il romanzo segue le sue vicende durante il primo anno della scuola media, scoprendo come il coraggio e la gentilezza siano strumenti che permettono di superare qualsiasi cosa e vincere qualsiasi battaglia.
Ma Auggie non è l'unico personaggio a cui viene data una voce in questo romanzo: vediamo anche le vicende della sorella, Via, alle prese con l'inizio delle superiori, oppure quelle di due amici di Auggie, Summer e Jack Will, che nonostante la giovanissima età sono più maturi di molti adulti. 
"Wonder" è un inno alla gentilezza, un romanzo che fa riflettere e insegna che essere gentili è la migliore arma che abbiamo per sconfiggere i pregiudizi, le cattiverie e il bullismo.  
È un libro ricco di emozioni, vi sfido a non piangere una volta girata l'ultima pagina, ma che vi farà anche sorridere e commuovere. Lo stile dell'autrice è molto semplice e scorrevole, ma il messaggio che trasmette è molto profondo e importante, ed è riuscita a farlo con grande maestria. Nonostante sia, ovviamente, un romanzo per ragazzi, credo che sia altrettanto importante per gli adulti. Anzi, a volte serve proprio a loro ricordare cos'è la gentilezza.
"Wonder" è un romanzo bellissimo, che nella sua semplicità cattura il lettore e si imprime nel suo cuore. Difficile dimenticare la storia del coraggioso Auggie e della sua famiglia, e spero che sarà così anche per voi.

Il mio voto:



Il film


L'omonimo libro bestseller di R.J. Palacio in poco tempo è diventato un caso letterario in tutto il mondo, un esempio concreto e cartaceo dell'assunto "mai giudicare un libro dalla copertina", né un bambino dal suo aspetto. L'adattamento cinematografico di Wonder vede il giovanissimo Jacob Tremblay (Room) nel ruolo del protagonista August "Auggie" Pullman, bambino affetto dalla Sindrome di Treacher Collins (malattia congenita dello sviluppo craniofacciale) in procinto di frequentare la quinta elementare in una scuola pubblica locale. Costretto precedentemente a studiare a casa a causa dei numerosi interventi chirurgici al viso, è la prima volta che August si unisce a una classe di coetanei, mangia alla mensa della scuola o parte in campeggio coi compagni. Nonostante le preoccupazioni di mamma Isabel (Julia Roberts) e papà Nate (Owen Wilson) sostiene gli sguardi curiosi e diffidenti degli studenti con fierezza e dignità, facendo il suo ingresso nella scuola pubblica come un supereroe, o piuttosto come un astronauta deciso a piantare la sua bandiera in un mondo distante e inesplorato. Mentre la famiglia, i nuovi compagni di classe e tutti quelli intorno a lui si sforzano per accettarlo, lo straordinario viaggio di Auggie li unirà tutti dimostrando che non puoi omologarti quando sei nato per distinguerti. 
Dopo un anno, fatto di momenti difficili, divertenti e bellissimi, Auggie e tutti quelli intorno a lui, si ritrovano cambiati dalle cose che più contano: l'amicizia, il coraggio e la scelta quotidiana di essere gentili verso chiunque incontri sul tuo cammino. La storia di un bambino di 10 anni nato con una deformazione facciale, diventa uno sguardo allargato su cosa significa essere umani.



La mia opinione:

Quando sono andata al cinema con Clary avevo da poco finito di leggere il romanzo, perciò ero super entusiasta di vedere come sarebbe stata la trasposizione cinematografica. 
Avevo grande fiducia nella regia di Stephen Chbosky, autore, sceneggiatore e regista di "Noi siamo infinito" e le mie aspettative non sono state per niente deluse: il film si è dimostrato molto fedele al romanzo, manca giusto qualche dettaglio (ma d'altronde è impossibile inserire proprio tutto all'interno di una pellicola), ma nel complesso penso che sia stato fatto molto bene, rispettando lo spirito e il messaggio del romanzo della Palacio. 
Gli attori si sono rivelati straordinari, a partire da Jacob Tremblay, il nostro Auggie, che è riuscito a trasmettere perfettamente le emozioni che si celano nel cuore del bambino, arrivando fino a Julia Roberts e Owen Wilson, che si sono dimostrati i migliori genitori che noi lettori del romanzo avremmo potuto chiedere. E così come nel romanzo, anche qui vediamo le storie di altri personaggi altrettanto importanti, che si intrecciano alla perfezione creando un arco narrativo completo.
Carico di emozioni e di messaggi essenziali, il film è riuscito a trasmettere lo stesso spirito del romanzo, ovvero l'importanza della gentilezza, del coraggio e dell'amicizia. E le lacrime agli occhi delle persone che c'erano in sala con me sono state la dimostrazione che il messaggio è stato ricevuto e, si spera, compreso. Preparate i fazzoletti, perché questo film vi farà commuovere alla grande! Sono già passate un paio di settimane da quando l'ho visto, ma al solo ripensarci mi viene ancora da piangere, anche scrivendo questa recensione. Un film meraviglioso, da vedere in famiglia e da far vedere a grandi e piccini, un film che ha molto da insegnare e che mi fa sperare che nel mondo ci siano tante persone come Auggie.





Il mio voto:





Infine, vorrei lasciarvi con la parte finale dell'intervento che l'autrice ha fatto lo scorso aprile a "Tempo di Libri", a cui ho avuto il piacere di assistere. 
La moderatrice le aveva chiesto un consiglio su come i genitori possano affrontare la questione dei bambini e della loro curiosità, che a volte può risultare crudele. Ecco come ha risposto l'autrice (grazie Luigi per la trascrizione)!

I bambini sono naturalmente e genuinamente curiosi ed è una cosa che dobbiamo accettare perché è una cosa bella, una cosa che li rende umani. Quando parlo con queste famiglie di cui vi dicevo, capisco che loro non hanno nessun problema con la curiosità e le domande, soprattutto se questa curiosità è espressa con gentilezza e compassione.  Allora le domande vanno benissimo. Quando le domande vengono fatte con modi poco gentili o crudeli, allora è il momento in cui i genitori devono intervenire e guidare i propri figli, e spiegar loro come ci si rivolge con il prossimo e come si rivolge una domanda curiosa. L’unico modo è la gentilezza. Naturalmente è una linea sottile. Questo mi ricorda quando mio figlio maggiore aveva 4 anni. Durante una sua visita a mio marito, che lavorava come art director in un ufficio, fece la conoscenza di un suo collega, una persona decisamente in sovrappeso, e gli chiese il perché del suo essere così grasso. Naturalmente lui non voleva mancare di rispetto o non essere gentile, ma mio marito non poté che reagire severamente e fargli una ramanzina. Gli fece capire dove aveva sbagliato. Poco dopo si ritrovarono insieme a visitare un acquario, dove c’era un pesce decisamente gigantesco, che scatenò nuovamente la curiosità di mio figlio. “Ma papà perché il pesce è così …” Ovviamente non portò a termine la domanda per la vergogna scatenata dalla precedente ramanzina. Il ruolo dei genitori credo sia proprio quello: che cosa e come si può dire una determinata cosa. Credo inoltre che il compito di ogni genitore sia quello di provare ad essere un esempio per i propri figli. Uno dei motivi per cui mi sono tanto rammaricata con me stessa quel giorno in gelateria è stato proprio il fatto che in quel momento non sono stata un vero e proprio esempio da seguire. Io credo che come genitori noi cerchiamo sempre dei momenti o delle opportunità in cui possiamo insegnare delle cose ai nostri figli. Quel giorno in gelateria mi fu offerta una grandissima opportunità, se volevo dimostrare qualcosa a mio figlio, un’opportunità che però mi sono lasciata sfuggire, non sapendo all’epoca cosa farne. E’ stato solo dopo che ho capito: la cosa giusta da fare sarebbe stata girarmi verso la bambina, parlarle e chiederle se stesse gradendo il gelato, e mostrare attraverso il mio comportamento che non c’era nessun motivo per aver paura. Questo devono fare i genitori, devono stabilire il tono, alzare le aspettative, e far capire ai bambini che possiamo fare di più. Ma soprattutto far capire a tutti quanto sia importante essere gentile. 
Se non sai come reagire di fronte ad una situazione difficile, sii gentile, non sbaglierai mai!




Spero che questo post vi sia piaciuto e che vi abbia convinto a recuperare questo gioiellino, se ancora non l'avete fatto! Fatemi sapere che ne pensate :)

A presto,
Silvy

1 commento:

  1. Anche io ho pianto, sia nel film che nel libro. Un libro eccezionale

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